Consorzio di Tutela Mela di Valtellina IGP

Consorzio

Storia e Origine

Il melo in Valtellina ha origini antiche infatti già in epoca medioevale e moderna, il melo, già presente, era compreso tra “gli alberi da frutto” di cui era particolarmente ricco il territorio valtellinese, soprattutto sul versante retico.
Nei secoli scorsi il melo era conosciuto, anche se non allevato razionalmente: nei giardini e tra i filari della vite trovavano infatti posto alberi di melo e di altri frutti, la cui produzione era destinata in massima parte all’autoconsumo e, in piccola parte, alla commercializzazione nei mercati cittadini e nelle grandi fiere.

Già nel 1752, infatti, si riscontrano, nei “Ragionamenti d’Agricoltura”, un primo esempio di manuale di agronomia redatto dallo studioso Pietro Ligari,  riferimenti alle tecniche colturali per i “pomi”, che nel mese di marzo devono essere potati, insieme ai peri e agli altri frutti.

Durante il primo dopoguerra, alcuni agricoltori della zona di Ponte iniziarono la conversione dei vigneti in meleti, allo scopo di superare la crisi in cui versava da tempo la viticoltura. E’ dagli anni ’20 che si ebbe, nel territorio valtellinese, un primo approccio produttivistico verso la melicoltura, che da quel momento non è più una coltivazione sporadica e destinata al consumo familiare, ma acquista un suo specifico interesse come coltura da commercializzare.

Fu però soprattutto nel secondo dopoguerra che la melicoltura conobbe un notevole impulso, tanto da modificare fortemente il sistema agricolo e il paesaggio agrario locale.
L’impegno di alcuni pionieri, a Ponte in Valtellina, contagiò di entusiasmo anche altri agricoltori, convincendoli a iniziare una melicoltura specializzata.
Il Consorzio Ortofrutticolo di Ponte in Valtellina, costituitosi nel 1952, diede un forte impulso allo sviluppo della melicoltura, e fu di esempio per altre cooperative che sorsero nella provincia negli anni successivi. L’organizzazione della produzione in strutture associative portò infatti alla crescita dell’attenzione, da parte degli enti locali, verso la frutticoltura e, in particolare, la melicoltura locale.
Dalla prima esperienza di organizzazione del settore nacque infine, nel 1961, il Consorzio Valtellinese delle Cooperative Ortofrutticole che concorse alla definizione del “sistema melo” in Valtellina. Questo fu possibile anche grazie alla collaborazione scientifica di istituti universitari specializzati nella melicoltura, che hanno contribuito a consolidare la fisionomia della moderna frutticoltura valtellinese.Il melo in Valtellina rappresenta una opportunità di reddito per l’agricoltore, e per la creazione di occupazione. L’importanza della melicoltura in Valtellina è infatti aumentata nel tempo, e si è sempre più caratterizzata come un comparto in grado di creare organizzazione, ovvero di “fare sistema” a livello locale, agendo come stimolo imprenditoriale.